
Chi fonda o gestisce un'associazione o società sportiva dilettantistica lo sa bene: non basta un buon progetto sportivo per partire con il piede giusto. Serve uno statuto scritto correttamente, perché è da lì che dipendono il riconoscimento della natura sportiva dell'ente e, di conseguenza, tutte le agevolazioni fiscali riservate al mondo dilettantistico.
Con la Riforma dello Sport, questo passaggio è diventato ancora più delicato. Lo Studio Alunno segue da vicino le associazioni e società sportive della zona di Argenta proprio in questa fase, dalla costituzione alla revisione degli statuti già esistenti.
Il Decreto Legislativo 36/2021, poi corretto e integrato da successivi provvedimenti (tra cui il D.Lgs. 120/2023, il Regolamento RASD del gennaio 2024 e la Legge 106/2024), ha riscritto le regole per il riconoscimento delle ASD e delle SSD. Il cambiamento più importante riguarda il registro di riferimento: non è più il Registro CONI a certificare la natura dilettantistica di un'associazione, ma il RASD, il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche, gestito dal Dipartimento per lo Sport.
Questo significa due cose molto concrete per chi ha già uno statuto "vecchio stile":
Molte associazioni storiche operano ancora con statuti mai aggiornati a queste regole: è una delle cause più frequenti di anomalie riscontrate in fase di controllo, e può portare fino alla cancellazione dal registro.
Oggi l'iscrizione al RASD ha una funzione costitutiva, non più semplicemente dichiarativa: è quell'iscrizione, e non altro, a certificare per legge la natura dilettantistica dell'attività sportiva svolta. Senza RASD, un'associazione perde l'accesso a benefici come:
Per iscriversi, in generale, occorre un valido rapporto di affiliazione con una Federazione Sportiva Nazionale, una Disciplina Sportiva Associata o un Ente di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI o dal CIP. Ma prima ancora dell'affiliazione, la condizione di partenza resta sempre la stessa: uno statuto scritto secondo le regole della riforma.
Un altro punto su cui è bene fare chiarezza fin dalla costituzione è la forma giuridica.
La maggior parte delle associazioni sportive italiane nasce come associazione non riconosciuta: basta una scrittura privata registrata, la struttura è più snella, ma i rappresentanti legali rispondono personalmente delle obbligazioni assunte dall'ente.
Chi desidera invece il riconoscimento della personalità giuridica, con la conseguente autonomia patrimoniale, deve rispettare requisiti aggiuntivi: un patrimonio minimo, l'eventuale perizia giurata per i beni non monetari conferiti, il rendiconto economico-finanziario approvato dall'assemblea e, in caso di modifiche successive, il passaggio tramite atto pubblico notarile.
Non esiste una scelta giusta in assoluto: dipende dagli obiettivi dell'associazione, dal livello di rischio che i suoi amministratori sono disposti ad assumersi e dalla struttura economica dell'ente.
Redigere (o aggiornare) uno statuto in linea con la Riforma dello Sport significa tenere insieme più livelli: il diritto civile, che disciplina in generale la costituzione e la vita delle associazioni, e la normativa sportiva e fiscale, che aggiunge vincoli specifici per ottenere e mantenere i benefici di legge.
Lo Studio Alunno, ad Argenta, affianca associazioni e società sportive dilettantistiche in ogni fase di questo percorso:
Se gestisci un'associazione sportiva e non sei sicuro che il tuo statuto sia davvero in regola con la riforma, è il momento giusto per verificarlo: la conformità statutaria è la base da cui dipende ogni agevolazione fiscale successiva. Contattaci per una consulenza dedicata.
